Carnevale di Offida – Offida (AP)

Domenica 8 febbraio

Stando a quanto si dice in giro, gli italiani il carnevale lo festeggiano meno rispetto a prima. Sembra che i per i giovani sappia di vecchio, di polveroso. Gli si preferisce una festa più alla moda, di stampo americano, come Halloween.

Coloro che la pensano così di sicuro non sono mai stati ad Offida, dove per più di un mese si svolge il “Carnevale storico”, fiore all’occhiello di questo paese marchigiano.
Dalla festa di Sant’Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio, fino all’arrivo del martedì grasso, per le vie della città è un susseguirsi di eventi, colori, emozioni, e celebrazioni dell’importante periodo che precede la Quaresima.
Sappiamo che in epoca medievale era importantissimo esagerare e rovesciare gli equilibri tradizionali e, da questo caos, ristabilire l’ordine e prepararsi alla Pasqua.

Offida tutto questo lo vive a pieno ancora ai nostri giorni. Lo spirito non è cambiato. Anche i più giovani aspettano con trepidazione l’arrivo di gennaio e febbraio che, in antitesi col freddo inverno, riscaldano i cuori e gli animi e la goliardia pervade i cuori di tutti gli offidani.

 Con altri amici ci mettiamo in viaggio nel primo pomeriggio. Arrivare ad Offida, nell’entroterra Sanbenedettese, è già di per sé un’emozione. Le colline marchigiane sono uno spettacolo anche d’inverno. Dal finestrino ci godiamo una galleria di paesaggi. Questo raccolto borgo medievale di poco più di 5000 abitanti nasconde suggestioni e segreti provenienti da epoche antiche, remote e affascinanti. Dove abbiamo parcheggiato la macchina del tempo?

Giunti alla piazza principale veniamo accolti dal presidente della Proloco, Tonino Pierandozzi, che con grande entusiasmo ci spiega gli appuntamenti del carnevale storico ed inizia ad introdurci nell’atmosfera festiva. “Oggi” ci spiega “è la domenica delle congreghe. Gruppi formati da persone allo scopo di aggregare amici, parenti, con la volontà di partecipare a pieno alla baldoria carnevalesca. Oggi indossano i loro costumi e suonano, animando il paese e l’atmosfera del centro storico”.

Entriamo così nell’edificio adibito più di ogni altro al divertimento e all’intrattenimento dei paesani: il teatro “Serpente Aureo”. All’interno di questo edificio sentiamo il profumo dell’amore per la cultura e l’arte. Esso sarà protagonista di balli e concerti proprio nel weekend “grasso”. Ogni serata avrà un tema diverso, ma tutto sarà rigorosamente in maschera.

Comincia a scendere qualche fiocco di neve e la piazza lentamente diventa meno gremita. La giusta occasione per noi di poter vedere tante cose tutte in una volta, vista la concentrazione di tutti sotto il loggiato del palazzo del comune. Qui conosciamo la prima congrega, quella della Ptona. Un incontro che ci lascia a bocca aperta: questi giovani e non giovani offidani animano il pomeriggio con canti carnevaleschi di ogni tipo.
Una piccola banda unita dall’amicizia e dall’amore per il divertimento e l’allegria. Gente in maschera che canta e suona senza sosta. Non c’è modo di fermarli, sono presi dalla musica e dai brindisi.

Il loro divertimento è contagioso e cominciamo anche noi a capire che ci sarà da ridere. Tra foto e bicchieri il carnevale entra anche in noi.

Le strade ormai sono innevate. Sembra quasi un crimine sporcare con le nostre orme il quadro che si sta dipingendo sotto i nostri occhi. Questa è una favola, non una domenica qualunque. Continuiamo, sempre guidati da Tonino, la nostra visita del paese e ci dirigiamo verso l’enoteca nazionale (da visitare assolutamente indipendentemente dal periodo dell’anno), sede della congrega dell’Orso.

Una volta arrivati, l’accoglienza è delle migliori. Assistiamo ai loro fantastici festeggiamenti, e ammiriamo la loro divisa, il loro stendardo, e il loro modo di vivere il carnevale: sono intenti a fare musica al suono di trombe, tromboni, tube, tamburi e piatti. Sembra di essere amici da anni, niente convenevoli: siamo appena arrivati e già abbiamo un bicchiere di vino rosso in mano.

La seconda congrega non tarda ad arrivare: la concrega dello Ciorpento, preceduta dalla musica proveniente dalla strada. Nata nel 1948, è la congrega più antica ancora esistente. Si uniscono alla congrega dell’Orso portando un misterioso baule. Rullo di tamburi e… il bauletto viene aperto e chiuso istantaneamente: colui che è riuscito a vederne il contenuto avrà fortuna per tutto l’anno (a noi purtroppo non è riuscito). Di nuovo musica, risate e tante voglia di stare insieme.

In seguito al piccolo concerto tra strette di mano, pacche sulle spalle, curiosità nei nostri confronti e inviti che “non si possono assolutamente rifiutare”, ci ritroviamo seduti a tavola a brindare al carnevale mangiando prelibatezze locali.

Con il sorriso stampato sulle labbra, complice il vino, la compagnia e le pance piene, conosciamo la Congrega delle Rondinelle, nata nel 2007 e formata esclusivamente da donne. Anche loro fanno il loro trionfale ingresso al suon di musica.

Intanto la neve fuori continua il suo lavoro e tinge tutto il paese col suo poetico silenzio. Dentro i locali, invece, i festeggiamenti sono al culmine.

Ciò che maggiormente ci interessa è proseguire: raggiungiamo di nuovo il centro e incontriamo la congrega della Guazza, con i loro colori verde e oro.
Sulle note di una samba beviamo altro vino e mangiamo ancora, ospitati di nuovo dai membri di questo gruppo.

La serata ormai volge al termine.
Raggiungiamo di nuovo Tonino e con grande merito gli consegniamo la targa per la quale siamo venuti.
Con la promessa di tornare presto per proseguire i festeggiamenti del carnevale, ripartiamo sorridenti e nostalgici.

Michele: E’stato fantastico trovare un’atmosfera così accogliente e calda in un clima rigido come quello di febbraio. Questo grande calore ce lo porteremo dentro per molto tempo.

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