Palio di Buti – Buti (PI)

Domenica 18 gennaio.

 

La sveglia strimpella presto stamattina, sono le ore sette, ed è questo l’orario giusto per poter partecipare alla terza tappa del Giro d’Italia in 52weekend.
Sì, perché il nostro viaggio per la penisola ci riporta in Toscana, nella provincia di Pisa, precisamente a Buti.

Piccolo comune ai piedi del Monte Serra, Buti organizza ogni anno la prima domenica di gennaio, successiva alla festa di Sant’Antonio Abate, il Palio delle contrade.
E ogni anno i suoi abitanti non sentono né stanchezza né fatica ad alzarsi dal letto, perché è giornata di festa, di riscatto, giornata di gioia, compagnia e colori.
Tutto questo entusiasmo non è dovuto al caso: Buti, come il suo Palio, vanta di una notevole storia il quale lo lega, insieme al Palio di Siena e di Asti, ad essere uno dei Palii a cavallo più antichi d’Italia.
Ma dire “Palio” è come dire “Buti”, anche non si tratta “solamente” di cavalli, è un evento che glorifica anche la forte tradizione culinaria del paese.
Questa manifestazione folkloristica affonda le sue radici nel XVII secolo: il 17 gennaio veniva celebrata la festa San Antonio Abate, protettore degli animali, benedicendo stalle e cavalli del paese.

La prima notizia di cerimonia con banda, cavalli e comitato di festaioli é datata 14 gennaio 1805.
Al tempo i cavalli che gareggiavano erano quelli che durante la settimana lavoravano a fianco dei contadini butesi.
Oggi il Palio si incentra su una corsa di cavalli condotti da fantini che rappresentano le sette contrade in cui è suddiviso il paese: Pievania dai colori azzurro e bianco , san Francesco giallo e nero, san Nicolao bianco e nero, san Rocco bianco e rosso, Ascensione verde e nero, La Croce rosso e nero e San Michele rosso e verde. Ogni contrada ha la propria chiesa di riferimento.

Questa domenica il risveglio è scandito dalla Santa Messa dei Cavallai, durante la quale avviene la benedizione degli animali.
La sveglia particolarmente anticipata per essere una domenica non è stata cosa facile per il mio fedele compagno di avventura Mirko, ma, dopo una bella boccata d’aria mattutina e una passeggiata nel borgo, la nostra giornata è iniziata!
E quale modo migliore se non aderire pienamente ai doverosi riti paesani? Dopo qualche soffiata infatti ci siamo fatti largo fino alla sede della contrada San Rocco per partecipare alla colazione alla butese.
Saliamo le scale dell’antico palazzo e al primo piano ci troviamo travolti da tavolate piene di persone, urla, risate, profumi e un grande via vai. Le otto? Qui sembrano piuttosto il “tocco”!
In men che non si dica troviamo posto, e nell’attesa dei manicaretti i vicini di sedia ci accolgono con qualche battuta e qualche aneddoto da buon toscano.
Io, abitando nelle vicinanze, sapevo benissimo che cosa sarebbe arrivato sulla tavola, mentre qualcun altro ha avuto un attimo di stupore acuto quando si è visto arrivare trippa alla butese, vino, pecorino, pane e noci.
Ebbene sì, qui gli stomaci sono belli aggresivi e hanno bisogno di carburante per la lunga ed emozionante giornata che li attende
Era tutto squisito e l’atmosfera impareggiabile. Ha catturato proprio tutti, anche Mirko che sentendosi offrire un’altra porzione di trippa da una dolce signora non se lo è fatto dire due volte!

Dopo questa colazione dei campioni ci ha contattato Alessandro Leporani , uno degli organizzatori, il quale ci ha consegnato i pass per la gara del pomeriggio e ci ha indicato gli appostamenti chiave per entrare nel vivo della festa e vedere tutti i vari passaggi.
Ci siamo diretti verso la strada principale fino ad arrivare a fine pista, vicino al frantoio sociale, dove era già steso il terriccio e preparato per l’imminente corsa.
Insieme a noi iniziavano a radunarsi un po’ di persone, appartenenti alle varie contrade, in attesa dell’arrivo dei cavalli al rondino.
I volti dei presenti parlavano da se, gli animi si caricavano sempre più in un crescendo di emozioni.
Da qui alle 10,30 é iniziata la sfilata storico – folkloristica delle 7 contrade.


Ognuna ha portato lungo le strade del paese, oltre a fantino e cavallo con i propri colori, costumi, sbandieratori, tamburi e bande musicali.
Abbiamo cambiato posizione, andando verso la piazza, per potrerla gustare completamente.
Nonostante la data invernale il clima, con l’avanzare delle ore, è divenuto primaverile e il sole ci ha riscaldato amabilmente per tutta la mattinata.

Finita la sfilata, le corse sono alle porte: tempo di spostarsi nuovamente verso la pista , per mangiare al volo un panino e prendere posto nei contesi spalti.. Alle 14 il via ufficiale!
Ci raggiunge per la gara finale anche un terzo compagno e caro amico, Ermes, che appassionato di foto non voleva perdersi l’occasione di qualche bello scatto.

La tensione sale e l’atmosfera ci cattura: iniziamo, come tutti, a chiedere a gran voce l’inizio delle gare. A sfidarsi nella prima batteria sono La Croce, San Rocco e Ascensione.
Nella seconda seguono Pievania, San Nicolao e San Michele.
Nella terza batteria si incontreranno i secondi classificati delle prime due corse e il “signore” San Francesco.
Dopo una pausa per far riposare i cavalli vincitori si sfideranno nell’ultima batteria.

A suon di partenze non valide, mosse e fervori sempre più accesi la prima batteria parte e ne esce nettamente vincitrice l’Ascensione, seguita da La croce e per ultimo San Rocco.
Nella seconda batteria Angelo Cucinella, montando il cavallo di San Michele, ha vinto surclassando la Pievania che si è dovuta accontentare del secondo posto, seguiti da San Nicolao. Finite le prime due batterie ci incontriamo con Alessandro Leporini che il quale aveva programmato un incontro con il Presidente del Palio, Lorenzo Caturegli, per la nostra premiazione.
Nella batteria dei recuperi, a differenza delle aspettative, non è san Francesco a trionfare ma La Croce.
Approfittando della pausa tra le corse abbiamo giovato di tutto ciò che ci circondava, dal dolce al salato! Inoltre volontari della Misericordia fornivano bevande calde , vin brûlé e cioccolata calda in cambio di un offerta.

La finale si è corsa intorno alle 17: dopo due false partenze e incalzati da un tifo sempre più alto, San Michele vince portando alla vittoria il suo cavallo.
I festeggiamenti ci hanno letteralmente travolti, un susseguirsi di urla, sorrisi e lacrime di gioia dei tanti contradaioli riversatisi sulla pista e in tutta Buti per festeggiare cavallo e fantino.

Restiamo un po’ a osservare i festeggiamenti, quasi incantati dal trasporto della gente per poi incamminarci, stanchi ma soddisfatti, verso casa, ricordando strada facendo le forti emozioni appena vissute e l’ospitalità della piccola Buti e il suo Palio.

Luisa : Buti vanta di una grande tradizione gastronomica e folkloristica e poter farne parte a pieno è stato meraviglioso.
Avrei gradito fossimo accolti con più spicco pubblicamente, anche per poter annunciare a tutti della notevole vincita come evento del Giro d’Italia. Vedendo però sui volti dei partecipanti l’emozione di una manifestazione che coglie fino al profondo tutti gli abitanti di Buti, ho capito che per i Butesi più del Palio non c’è niente.
Giornata assolutamente divertente ed eccitante.

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