Reportage 51° tappa: San Gregorio Armeno

A Napoli, nel cuore più pulsante e autentico della città, c’è una via dove il tempo sembra fermarsi.
Qui, 365 giorni all’anno, va in scena uno dei mercati natalizi più belli, caratteristici e famosi d’Italia, un tripudio del famoso artigianato napoletano che si esprime nella creazione di statuine per i presepi.
Via San Gregorio Armeno è il luogo dove questa magia avviene ininterrottamente da anni, ed Napoli è la vincitrice della 51° tappa del Giro d’Italia in 52 Weekend.

Più che un evento vero e proprio, questa volta, vince una tradizione quindi, che affonda le sue radici nella devozione e nel folclore partenopeo più autentico.
La via è un continuo spettacolo e susseguirsi delle statuine più belle, rigorosamente fatte a mano, rappresentanti i caratteristici figuranti dei presepi, dai zampognari ai contadini, dai pastori ai vari artigiani e, ovviamente, l’immancabile Sacra Famiglia, con bue e asinello.

 

La ragione che ha reso San Gregorio Armeno famosa in tutto il mondo è la maestria con cui gli intagliatori lavorano il materiale sotto gli occhi sbalorditi dei tantissimi passanti: il legno si anima, la creta prende vita dando e nascono piccoli (o grandi) capolavori ricchi di particolari, di dettagli che rendono ogni pezzo unico nel suo genere, dalle minuscole ceste di frutta o pesce, alle bancarelle di pasta fresca e di un macellaio.
Girare per questa via è una continua sorpresa, ed è incredibile constatare quanto l’arte di questi instancabili artigiani riproduca fedelmente gli stessi scorci della città, i suoi negozi e bancali colmi di frutta e dolci, le luci, i figuranti vestiti da Pulcinella, è tutto un vero e proprio presepe nel presepe .

Guardandosi attorno però salta subito all’occhio l’altra ragione che rende questa via e le sue piccole opere famose a livello planetario.
Ad essere rappresentati come statuina non sono esclusivamente le classiche figure dei presepi, ma tutti i personaggi famosi che, per un motivo o per l’altro, hanno lasciato il segno sui rotocalchi internazionali.

Accanto a un pastorello compaiono politici, attrici, presentatori, cantanti, soubrette, papi e varie Eminenze religiose, immancabili calciatori e portafortuna… sono tutte e tutti, spesso, oggetto di satira e rappresentati in chiave esilarante in una statuina, o fedelissime rappresentazioni del soggetto originale.

Questa volta la nostra targa andrebbe quindi consegnata alla città stessa, Napoli, perché è grazie alla sua unica accoglienza e capacità di difendere, anche oggi, le sue tradizioni, che possiamo ancora girare per vie come San Gregorio Armeno e gioire, come da bambini, davanti a cotanta minuziosa meraviglia.

Lorena: Il fascino che Via San Gregorio Armeno esercita su di me è irresistibile.
Mi piace perdermi tra le sue migliaia di statuine, tra i cornini scaccia sfortuna, immergendomi nell’atmosfera napoletana più autentica.
E’ una delle zone di Napoli che preferisco proprio perché ricrea tutto il folclore e le tradizioni partenopee in un mondo più piccolo, quasi portatile, ma altrettanto autentico e veritiero.

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